Scelta cooperativa, scelta di valori

CIR food: presentato il bilancio di sostenibilità 2016

Lotta agli sprechi, diminuzione dell’inquinamento e dei rifiuti, riduzione dei consumi energetici, attenzione verso prodotti bio e da filiera corta.

Per CIR food (Cooperativa Italiana di Ristorazione), che nei giorni scorsi ha presentato ai soci il proprio Bilancio di Sostenibilità 2016, sostenibilità vuol dire agire su più fronti, con la consapevolezza che lo sviluppo è tale solo se la crescita è anche sociale, ambientale e culturale.

«Siamo consapevoli che l’attuazione dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile approvata dall’Onu richieda un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società – afferma Chiara Nasi, presidente CIR food – Riteniamo di poter dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi individuati, anche grazie al nostro essere impresa cooperativa. Un modello sociale in cui l’agire è fortemente intrecciato con le comunità in cui si opera e che per questo può offrire un grande contributo al cambiamento, anche in termini di uno sviluppo inclusivo che non lasci indietro nessuno».

In particolare, con gli impegni presi nel piano strategico 2016-2020, CIR food agisce su quattro dei 17 Sustainable Development Goals fissati dall’Onu:

oltre 65 mila ore di formazione erogate (goal 4), in costante crescita negli ultimi tre anni;

produzione di energia da fonti rinnovabili (goal 7), che solo nel 2016 ha consentito un risparmio totale di 40 tonnellate di CO2;

investimenti in ricerca e sviluppo (goal 8) attraverso l’istituzione nel novembre 2016 di una direzione aziendale dedicata;

impiego di modelli sostenibili di produzione e consumo rendicontati nel proprio Bilancio di Sostenibilità, certificato secondo le linee guida del Global Reporting Initiative - GRI 4 (goal 12).

Per CIR è centrale l’attenzione alla qualità agroalimentare, con il 30% di prodotti Bio, Dop, Igp, Stg, equosolidali, a filiera corta e km 0 somministrati nel 2016.

In linea con il 41% di italiani che orienta la scelta di un prodotto principalmente sulla base dell’origine italiana (fonte: Nomisma, 2017), CIR food ha, inoltre, preferito offrire pasta e carni bovine 100% italiane. L’impresa di ristorazione ha anche scelto di non acquistare alimenti derivati o prodotti utilizzando Ogm e di non utilizzare olio di palma come ingrediente in nessuna delle sue preparazioni.

Sostenibilità di prodotto, ma anche di processo. Nelle cucine e centri di produzione pasti l’attenzione alla sostenibilità di CIR food si traduce sia nella preparazione di menu che rispondono a requisiti di salubrità e gradevolezza, sia in una gestione dei processi produttivi che minimizza il loro impatto sull’ambiente e la società. A tale proposito, l’investimento complessivo effettuato nel 2016 per attrezzature ad alta efficienza energetica è stato di 1,2 milioni di euro.

CIR food si conferma anche attenta al recupero delle eccedenze alimentari e alla lotta allo spreco, un fenomeno considerato grave dal 91% degli italiani (fonte: Swg/Last Minute Market, 2017). Nel 2016, grazie alle partnership con Banco Alimentare, Last Minute Market e Caritas, CIR food ha devoluto in beneficenza oltre 2.400 kg di alimenti.

«La qualità dei comportamenti imprenditoriali e sociali di un’impresa cooperativa è e sarà sempre più determinante per la creazione di valore per l’azienda. Per noi di CIR food cibo è cultura, rispetto, etica e legalità. Una visione che si traduce in azioni concrete come dimostra anche il nostro sostegno alle cooperative di Libera Terra (che gestiscono strutture produttive nelle terre confiscate alla mafia), dalle quali nel 2016 - conclude il presidente Chiara Nasi – abbiamo acquistato più di 36 tonnellate di prodotti».