Scelta cooperativa, scelta di valori

Il presidente della Repubblica Mattarella celebra i 100 anni di Confcooperative

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato oggi all’assemblea celebrativa dei 100 anni dalla costituzione di Confcooperative, presso l’Auditorium Parco della Musica a Roma. Ecco di seguito il suo intervento.

Non posso fare a meno di formulare espressioni di saluti e di auguri per il vostro congresso. Sono davvero molto lieto di partecipare, insieme al presidente del Consiglio e ad altri rappresentanti delle istituzioni, a questo evento di celebrazione dei cento anni di Confcooperative. Questo lungo periodo ha visto molti eventi e grande attività. Nei primi decenni del secolo di attività, il movimento cooperativo ha promosso lo sviluppo di ampie fasce del nostro Paese, sostenendo, promuovendo e consolidando diritti di gruppi e di persone spesso ai margini della vita sociale. Dopo le rovine della guerra ha fortemente contribuito alla ricostruzione dell’Italia e quindi alla crescita del nostro Paese nei decenni successivi. Il movimento cooperativo ha costituito, sin dall’inizio, un tessuto di protagonismo e partecipazione. Per questo l’Assemblea costituente - di cui abbiamo poc’anzi rivissuto, con una grande efficacia scenografica, il dibattito sulla cooperazione - ha preso atto e ha fatto proprio il valore della cooperazione con l’articolo 45 (tale divenne poi nella versione definitiva della Costituzione) che evoca e sviluppa l’articolo 2 della Costituzione. Non è un caso che l’articolo 45 adoperi lo stesso verbo dell’articolo 2: ‘riconoscere’. L’articolo 2 riconosce i diritti delle formazioni sociali, ed evoca esplicitamente il valore della solidarietà, parola chiave del movimento cooperativo. E l’articolo 45 non soltanto riconosce la funzione sociale della cooperazione, ma dà mandato alla Repubblica di sorreggerla, di promuoverla, di svilupparla, cioè di sostenerla. Questo è avvenuto nel corso del tempo. Vi è stato a lungo, in tante riprese, un forte sostegno delle istituzioni perché nell’Assemblea costituente ci si è resi conto - e questo si è trasferito nei successivi atteggiamenti - di quanto il protagonismo sociale fosse decisivo per il nostro Paese. Dopo la Costituente, naturalmente, sono intervenuti molti mutamenti, condizioni nuove, e il movimento cooperativo si è mosso cercando di adeguarsi, sempre muovendosi tra le rigide categorie dello statale e del privato, e contrastando l’erronea convinzione che la vita sociale ed economica si possa esaurire nella dicotomia ‘statale e privato’. In questi mutamenti in cui si è via via dato vita, con moduli diversi e con condizioni differenti, a questo dinamismo sociale, una delle risposte è stata quella dell'Alleanza della cooperazione. I soggetti più importanti della cooperazione hanno deciso di applicare fra di loro il principio collaborativo che sta alla base della cooperazione e hanno espresso, in un manifesto, un progetto di indicazioni importante per il nostro Paese: sul lavoro, sulla legalità, sull’innovazione, sul welfare, sulla sostenibilità ambientale e sociale. Vi sono obiettivi in tante direzioni di grande importanza. Vorrei sottolinearne due, che poc’anzi il presidente Gardini ha ricordato: la cura delle città e il contrasto allo spopolamento di zone interne. Tanti borghi appenninici o alpini sopravvivono nel nostro Paese per la presenza di cooperative di produzione del lavoro. È un contributo decisivo all’equilibrio del nostro Paese e una frontiera decisiva per la vita del nostro Paese: quella delle zone interne e montane da preservare e mantenere in attività e popolate adeguatamente. Quanto avete fatto in questi decenni, quanto fa il movimento cooperativo nel nostro Paese sottolinea ancora una volta il ruolo fondamentale delle formazioni sociali e dei corpi intermedi - che, non a caso, la Costituzione esprime come pilastro portante della vita della Repubblica - e sottolinea il ruolo decisivo del terzo settore e l’esigenza di tutelarlo, sottolinea il grande rilievo dell’economia civile, come ha poc’anzi detto il presidente Gardini, e come si è detto nei giorni del festival di Firenze. Si tratta di realtà capaci di penetrare in maniera più efficace e più puntuale nel tessuto sociale, più rassicuranti per i nostri concittadini. Per questo ciò che fa il movimento cooperativo nel nostro Paese è decisamente importante. Grazie per la vostra attività e auguri.