Scelta cooperativa, scelta di valori

Insieme nel circuito Liberex

Un mercato di mutuo credito alternativo e complementare a quello monetario, nel quale aziende e professionisti possono avere rapporti commerciali senza spendere un euro, ma con reciproche compensazioni di beni e servizi. È quanto ha messo in piedi in Emilia-Romagna Liberex, il circuito di credito commerciale nato alcuni anni fa sulla scorta dell’esperienza di Sardex e presente oggi in regione con 480 aderenti e 9 milioni di crediti transati senza l’utilizzo di moneta corrente (equivalenti a 9 milioni di euro). Un sistema di compensazione che favorisce la creazione di reti tra imprese, aiuta a risolvere i problemi di liquidità e indebitamento bancario, offre nuove prospettive commerciali e di sviluppo. Un network che Confcooperative Emilia-Romagna ha deciso di sostenere rinnovando nei giorni scorsi il protocollo di intesa sottoscritto nel 2017 con Liberex, ora allargato anche alla piattaforma Sardex, una rete di 10 mila imprese presente anche in Sardegna, Piemonte, Veneto, Liguria e Marche con 500 milioni di crediti transati. «La nuova convenzione permette alle nostre 1.600 cooperative con i loro 230 mila soci di accedere al circuito di credito commerciale con una quota di ingresso agevolata – spiega il direttore generale di Confcooperative Emilia-Romagna Pierlorenzo Rossi – con la possibilità di utilizzare i servizi e i prodotti scambiati all’interno di Liberex anche per piani di welfare aziendale. Liberex condivide un principio fondamentale della cooperazione: il denaro non è un fine, ma un mezzo per creare ricchezza distribuita tra imprese e comunità territoriali». Nel territorio modenese sono circa 50 gli aderenti al circuito Liberex, tra imprese e professionisti. Tra questi c’è anche la cooperativa Insieme che riunisce circa 7 mila soci-utenti ed è attiva nell’intermediazione assicurativa, energetica e di welfare aziendale. «In accordo con la nostra mutua di riferimento, siamo partiti l’anno scorso con le prime 30 polizze assicurative scambiate in Liberex e abbiamo replicato anche quest’anno, trovando subito un grande interesse – spiega Antonio Fierro, presidente della cooperativa Insieme - Si tratta di contratti nuovi, che altrimenti non avremmo sottoscritto». Si va dal libero professionista che si è assicurato l’autovettura, all’azienda che fa impiantistica industriale e ha fatto la polizza per alcuni mezzi di trasporto e impianti fotovoltaici, fino alla segheria che necessitava di una assicurazione per responsabilità civile per procedere con una commessa in Germania. «Il primo anno abbiamo maturato circa 10 mila crediti Liberex (pari a 10 mila euro) che abbiamo iniziato a scambiare nel circuito rivolgendoci ad alcuni fornitori per acquisti di materiale da ufficio. Adesso pensiamo di spendere altri crediti con alcuni consulenti». Secondo Fierro, quella di Liberex è un’esperienza positiva perché può aiutare alcune aziende con difficoltà di liquidità e favorire una rete di mutuo sostegno. «A noi che siamo anche riconosciuti come Benefit Corporation, interessa soprattutto la vocazione sociale di questa rete», conclude il presidente di Insieme. «Liberex e Sardex in questi anni hanno dimostrato che è possibile mettere in relazione migliaia di aziende per dare nuova linfa a una fetta di economia che non trovava spazio nel mercato euro – aggiunge Paolo Piras, amministratore di Liberex - Abbiamo così favorito la circolazione delle merci e l’aumento del potere di acquisto delle aziende e dei loro dipendenti. La collaborazione con Confcooperative non può che moltiplicare queste opportunità».