Scelta cooperativa, scelta di valori

Luca Dal Pozzo riconfermato presidente di Confcooperative – Federsolidarietà ER

«La società odierna, nel pieno di un cambiamento epocale, ha bisogno ancor più di prima di cooperazione sociale. In questi 30 anni dal riconoscimento legislativo delle nostre imprese, abbiamo saputo dare risposte alle necessità emerse nei territori della regione. Ora però siamo chiamati a un cambio di passo: non essere più solo fornitori di servizi e manodopera alla committenza pubblica, ma sempre più co-protagonisti nella progettazione delle politiche di welfare, aperti alle sfide del mercato».

Lo ha dichiarato oggi Luca Dal Pozzo, riconfermato per il secondo mandato a presidente di Confcooperative–Federsolidarietà Emilia-Romagna, l’organismo che rappresenta 460 cooperative sociali (25 mila soci, 22 mila occupati e un fatturato di 970 milioni euro).

55 anni, presidente del gruppo cooperativo Solco Imola, Dal Pozzo ha tracciato le linee di sviluppo della federazione. «La nostra parola d’ordine del presente e del futuro – ha detto - deve essere ‘innovazione sociale’, la quale passa soprattutto dalla formazione e dall’esperienza svolta sul campo. Dobbiamo lavorare per creare maggiori sinergie e aggregazioni tra le nostre cooperative sociali. In questa fase storica siamo anche chiamati a difendere la cooperazione sana e a lottare contro le false cooperative che danneggiano il nostro sistema».

Nel corso dell’assemblea, che si è svolta a Bologna e ha eletto il nuovo consiglio regionale di Federsolidarietà, sono intervenuti anche l’assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi, il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna Francesco Milza e il candidato alla presidenza di Federsolidarietà nazionale Stefano Granata.

«Nel quadriennio 2014-18 – ha sottolineato Dal Pozzo – le cooperative sociali nostre associate sono aumentate del 5,3%, i soci del 6,8%, gli occupati del 13,7% e il fatturato del 31,4%. Attualmente il 64% dei nostri lavoratori è socio della propria cooperativa, le donne rappresentano il 70% della compagine sociale e il 72% degli occupati ha contratti a tempo indeterminato. Inoltre il 10% dei nostri lavoratori sono cittadini non comunitari».

Dal Pozzo ha ricordato come «le sole nostre cooperative sociali di tipo B contano oggi in regione 2.206 inserimenti lavorativi di persone svantaggiate, con un aumento del 36% in quattro anni. Come rilevato da una recente ricerca commissionata ad Aiccon, questi inserimenti lavorativi generano un beneficio economico per la pubblica amministrazione di 4.729 euro per ogni singolo lavoratore. A livello regionale per il solo 2017 parliamo, quindi, di 10,4 milioni di euro di risparmi per le casse pubbliche».