Scelta cooperativa, scelta di valori

Partita della Stella 2017: da Modena 22 mila euro a Betlemme

Si chiude con un bonifico da 22 mila euro a favore del Caritas Baby Hospital e dell'Hogar Nino Dios di Betlemme l'edizione 2017 della Partita della Stella, disputata l’11 dicembre scorso al PalaPanini di Modena. La cifra finale, grazie alla generosità di tanti, è aumentata di ulteriori 2 mila euro rispetto ai 20 mila raccolti in occasione della partita.

Chiusa la raccolta fondi, il versamento all'ospedale e all'orfanotrofio è stato effettuato mercoledì 31 gennaio, nel giorno del patrono San Geminiano. In questa occasione alcuni rappresentanti di “Un ponte verso Betlemme”, che organizza la Partita della Stella con il Comune di Modena e Rock no War, hanno incontrato il l’Arcivescovo mons. Erio Castelluci (primo da sinistra nella foto insieme a Stefano Prampolini, Roberta Biagiarelli ed Eugenio Gollini, di “Un ponte verso Betlemme).

La quinta edizione della manifestazione ottiene, dunque, un ottimo risultato, raggiunto anche grazie alle donazioni degli sponsor, tra i quali Domus Assistenza, 4 Madonne Caseificio dell’Emilia, Cantina di Carpi e Sorbara, Gruppo Assimoco e Confcooperative Modena.

I fondi raccolti arriveranno ora direttamente a suor Imperatrice e suor Lucia, che gestiscono le due strutture e sono referenti dirette dei modenesi che le sostengono.

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme è l'unico ospedale pediatrico della Cisgiordania. Conta 40 mila visite ogni anno e 82 posti letto, ospita e cura bambini per lo più colpiti da malattie gastrointestinali, dovute all’acqua non potabile nei campi profughi, cardio-respiratorie (conseguenza della mancanza di riscaldamento d’inverno) e malformazioni, frequenti a causa dei matrimoni tra primi cugini.

Da quest'anno l'associazione “Un ponte verso Betlemme” ha deciso di donare la metà dei fondi raccolti anche all'orfanotrofio per bimbi disabili Hogar Nino Dios, situato a pochi chilometri di distanza dal Baby Hospital. Anche questa struttura, gestita con amore dalle Suore del Verbo Incarnato, vive di provvidenza e senza alcun sostentamento pubblico. Nella casa sono accolti in via permanente bambini e ragazzi che intraprendono anche un percorso assistenziale e riabilitativo. I bambini disabili e affetti da malformazioni spesso vengono abbandonati dalle famiglie che vedono nell’handicap un disonore.