Scelta cooperativa, scelta di valori

Tredicesime «Effetto vela sui consumi, ma predomina l’egoismo»

L’aumento delle tredicesime determinerà un effetto vela sui consumi, ma vincerà l’egoismo. Gli italiani saranno, infatti, più portati a spendere per sé stessi che per gli altri il +3,9% di tredicesime rispetto al 2016 (33,7 miliardi di euro quest’anno rispetto ai 32,4 dello scorso anno). Nel carrello metteranno benessere & spa, smart box e viaggi, buon cibo e prelibato nettare degli dei. L’extra pocket a disposizione farà lievitare la spesa media per imbandire la tavola per un totale di 4,8 miliardi di euro, 200 milioni in più dello scorso anno, tra i cenoni di Natale (2,7 miliardi) e Capodanno (2,1 miliardi). Cenoni che esalteranno le eccellenze dell’agroalimentare made in Italy con quasi nove italiani su dieci che trascorreranno il Natale in casa (dato in linea con lo scorso anno), mentre a Capodanno saranno sei su dieci gli italiani che aspetteranno a casa il rintocco della mezzanotte per brindare al 2018; dato questo in leggera flessione rispetto allo scorso anno, perché una fetta delle tredicesime sarà investita in cenoni in ristoranti o in brevi viaggi in località turistiche del Belpaese o all’estero. Il brindisi vedrà il tripudio delle bollicine italiane, autentiche superstar con 70 milioni di bottiglie di spumante e prosecco made in Italy che saranno stappate (+11% rispetto allo scorso anno, altro che champagne!). Fuori dal menù i cibi etnici (sushi, sashimi e vongola del Pacifico), per Natale in pole position ci sono le eccellenze italiane: vongole e frutti di mare per i primi piatti (105 milioni di euro); pesce per i secondi piatti (480 milioni di euro); carne, salumi e uova (535 milioni di euro); vini, spumanti e prosecchi (460 milioni di euro); frutta, verdura e ortaggi (430 milioni di euro), pasta, pane, farina e olio (235 milioni di euro). Non mancherà il tagliere dei formaggi freschi e stagionati (110 milioni di euro). Chiuderà il ricco carrello dei dolci composto da panettone e pandoro in primis, oltre alle numerose specialità regionali (435 milioni di euro). Non sarà, però, solo un tripudio di spesa e ricchi menù. Hanno poco da brindare 1,8 milioni di famiglie, cioè oltre 4 milioni e mezzo di italiani che vivono in assoluta povertà. Il Rei (reddito di inclusione) rappresenta una prima importante risposta. Confcooperative continuerà a lavorare contro la povertà nell’ambito dell’Alleanza delle Cooperative Italiane affinché l’intervento possa diventare universale.