Scelta cooperativa, scelta di valori

Il Terzo settore del dopo riforma (L.106/2016) non può esimersi dal porre in cima ai propri compiti la rigenerazione della comunità, lo sforzo costante di “fare luogo” per creare quelle relazioni che scongiurano la minaccia di isolamento.

La crisi dell’ultimo decennio ha infatti indebolito, e in taluni casi distrutto, la comunità. Questa conseguenza perversa della crisi è quella che ha ricevuto, finora, le più scarse attenzioni.

Davanti a noi una strategia di lungo termine da perseguire per dar vita a pratiche di organizzazione della comunità, come modello in grado di consentire alle persone di contribuire al processo di inclusione sia sociale che economica attraverso processi in grado di porre in pratica il principio di sussidiarietà circolare, articolando in modo nuovo la relazione tra mercato, stato e comunità.

L’esigenza di rispondere a nuovi bisogni sociali complessi e differenziati implica in termini di costruzione nuovi percorsi in grado di contemplare lo sviluppo di nuove economie plurali che si nutrono delle potenzialità legate al Terzo Settore e della trasformazione della società stessa, cogliendone le sfide e individuando percorsi di risposta.

Solo mettendo al centro il capitale umano sarà possibile creare modelli imprenditoriali e relativi meccanismi di governance in grado di rispondere contemporaneamente ad un’esigenza in termini di realizzazione individuale e comunitaria.

sviluppo e socialità