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Confcooperative Modena

Controlli nelle cooperative, fondamentale il ruolo delle centrali

di Francesco Milza, presidente Alleanza Cooperative Emilia-Romagna e Confcooperative Emilia-Romagna

I dati del rapporto annuale 2020 dell’Ispettorato nazionale del lavoro sulle attività di tutela e vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale, evidenziano per il sistema cooperativo emiliano-romagnolo una serie di fattori che meritano una riflessione attenta e non strumentale. Nella sezione dedicata alle vigilanze straordinarie/speciali sulle cooperative di lavoro, emerge come nel 2020 il personale ispettivo abbia svolto a livello nazionale controlli su 869 cooperative, accertando illeciti in 781 di queste, con un tasso di irregolarità del 78%. Osservando la suddivisione per regioni, l’Emilia-Romagna si posiziona all’undicesimo posto con un rapporto tra cooperative con irregolarità e cooperative ispezionate pari al 75%. Purtroppo la rappresentazione mediatica spesso proposta induce a pensare che il 75% delle 4.700 cooperative presenti in Emilia-Romagna sia irregolare. Nulla di più falso. Tra le cooperative ispezionate ve ne sono molte segnalate agli organi competenti dalle stesse centrali aderenti all’Alleanza Cooperative dell’Emilia-Romagna. Non vorremmo, quindi, che al danno causato da cooperative false, le quali con azioni di dumping contrattuale fanno concorrenza sleale a chi lavora nel rispetto delle regole, si aggiunga la beffa di vedere messo sotto accusa un intero sistema che per primo è impegnato a denunciare questi abusi. Il problema, torniamo a ribadirlo, si annida in quelle troppe cooperative che non aderiscono a nessuna centrale e il cui controllo è demandato solo allo Stato. D’altronde, è lo stesso rapporto dell’Ispettorato del lavoro a confermare questa evidenza, quando sottolinea che una cooperativa su quattro tra quelle ispezionate e non aderenti alle centrali cooperative, non applica il ccnl sottoscritto con le organizzazioni sindacali più rappresentative. Un’ultima riflessione credo vada fatta in merito alla natura delle irregolarità riscontrate. Il rapporto dell’Inl ci informa che nelle cooperative ispezionate in Emilia-Romagna sono stati riscontrati 594 lavoratori definiti “irregolari”, ma non sappiamo afferenti a quante imprese. Di questi, il 4,88% (cioè 29) sono risultati completamente “in nero”. L’imponibile previdenziale accertato ai fini del recupero contributivo è di circa 2,7 milioni di euro, con 49 diffide accertative; un dato quest’ultimo che fa pensare come il problema si concentri presumibilmente in un numero ridotto di cooperative spurie. Sarebbe interessante a questo punto approfondire ulteriormente i risultati di queste attività, anche per capire la natura delle irregolarità che vengono denunciate. In conclusione, da questo rapporto emerge ancora una volta il ruolo decisivo nel contrasto alle forme di dumping contrattuale e alla violazione delle norme sul lavoro svolto dalle centrali cooperative, in particolare da quelle che compongono l’Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative e Legacoop). Siamo impegnati ogni giorno a tutelare il lavoro delle nostre imprese e a chiedere con forza di avere le istituzioni al nostro fianco, a tutti livelli. Da quello nazionale, dove urge arrivare all’approvazione della legge di iniziativa popolare contro le false cooperative, a quello regionale, dove occorre attuare compiutamente la legge sulla legalità (l. r. 18/2016) attivando le diverse sezioni tematiche della Consulta soprattutto nel settore dei servizi; quindi contrastare negli appalti pubblici l’assegnazione al massimo ribasso (spesso mascherata dall’offerta economicamente più vantaggiosa); infine attivare strumenti di contrasto agli appalti illeciti nel settore privato, puntando anche sull’attuazione del protocollo sottoscritto da Ministero dello Sviluppo economico, Ministero del Lavoro e Regione Emilia-Romagna.