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Confcooperative Modena

Coopattiva cresce ancora: ha 105 dipendenti (la metà disabili o svantaggiati)

Aumentano fatturato, utile e occupati di Coopattiva, la cooperativa sociale (aderente a Confcooperative Modena) nata a Modena 38 anni fa, oggi presente con quattro sedi a Modena, Nonantola, Pavullo e Sant’Antonio di Pavullo.

L’anno scorso il valore della produzione è stato di 2,4 milioni di euro (nel 2020 aveva sfiorato i due milioni), mentre l’utile di esercizio è arrivato a 11.660 euro (era stato di 3.847 euro nel 2020).

«I risultati sono straordinari, se contestualizzati al momento socio-economico che stiamo vivendo, ma soprattutto coerenti con un modello di impresa attento a coniugare benessere sociale e dati economici – dichiara il presidente di Coopattiva Arturo Nora – Ringrazio tutti i soci per lo sforzo profuso, che ci ha consentito di ottenere un significativo livello di strutturazione economica, organizzativa e imprenditoriale».

Coopattiva oggi conta 105 dipendenti: erano 95 alla fine del 2021 e 83 l’anno prima.

Nel 2021 erano 53 (oltre il 55% del totale) le persone con svantaggio o disabilità assunte.

La crescita delle opportunità lavorative è dovuta in particolare ai servizi di digitalizzazione e amministrazione da remoto che hanno convinto Coopattiva ad ampliare la sede di Modena.

«Il bilancio testimonia l’efficacia degli interventi sulla gestione, con un controllo puntuale di acquisti e vendite – aggiunge il direttore di Coopattiva Giorgio Sgarbi – Anche l’impulso dato alla parte commerciale ha consentito l’instaurarsi di nuove collaborazioni. Restiamo fedeli al nostro tratto distintivo: fare impresa a elevato valore sociale, fornendo alle imprese clienti l’occasione di lavorare con un’attenzione particolare all’inclusione e responsabilità sociale».

Ricordiamo che l’alluvione del Panaro di fine 2020 aveva causato gravi danni agli spazi di “Natura che cura”, il progetto di agricoltura sociale che Coopattiva aveva da poco avviato a Nonantola.

Grazie a una campagna fondi, la cooperativa ha raccolto oltre 20 mila euro che le hanno permesso di riprendere gradualmente le attività e proseguire nel progetto, oggi di nuovo pienamente attivo.

Non a caso, i terreni di “Natura che cura” hanno ospitato l’assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio.