Scelta cooperativa, scelta di valori
Back to top

Confcooperative Modena

Cooperative sociali: anticipata cig e applicato l’ultimo aumento contrattuale, ora gli enti pubblici riconoscano i maggiori costi

Dopo aver garantito l’occupazione in regione a 56 mila lavoratori durante il periodo Covid anticipando la cassa integrazione che è costata molti oneri finanziari, nel mese di ottobre 2020 le oltre 900 cooperative sociali dell’Emilia-Romagna completano l’iter di adeguamento delle retribuzioni a seguito del rinnovo del ccnl, che ha portato a un aumento salariale mensile di 80 euro. «Siamo orgogliosi del grande lavoro svolto da chi opera nelle cooperative sociali e orgogliosi dell’impegno dei gruppi dirigenti che, pur preoccupati dalle criticità della situazione, hanno mantenuto gli impegni del rinnovo contrattuale anche affrontando importanti sacrifici – dichiarano Emanuele Monaci (Agci Solidarietà), Luca Dal Pozzo (Confcooperative Federsolidarietà Emilia-Romagna) e Alberto Alberani (Legacoopsociali Emilia-Romagna) a nome del coordinamento dell’Alleanza Cooperative Sociali dell’Emilia-Romagna – Tuttavia, le ripercussioni delle restrizioni anti-Covid nei servizi educativi e socio-sanitari continuano a destare preoccupazione e sono destinate a lasciare un segno profondo in questo comparto. Va sottolineata positivamente – continuano – la disponibilità della Regione Emilia-Romagna ad adeguare le tariffe, riconoscendo i costi sostenuti dalle cooperative sociali con l’aumento del costo del lavoro. Continuiamo però a riscontrare frequentemente situazioni molto diverse, con troppe amministrazioni comunali e aziende sanitarie che ancora non intendono compensare gli aumenti dei costi sostenuti dalle imprese né recepire i rinnovi contrattuali, dimostrandosi sorde davanti ai nostri appelli e mettendo in difficoltà interi ambiti di intervento della cooperazione sociale che interessano anche gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate». È forte la necessità che tutti gli interlocutori istituzionali adottino uno sguardo diverso nei confronti della cooperazione sociale: «I prossimi mesi – avvertono Monaci, Dal Pozzo e Alberani – evidenzieranno una chiusura dei bilanci in passivo in quasi tutte le cooperative, una situazione che ci auguriamo non arrivi a porre in discussione, in alcuni casi, la continuità occupazionale. Oltre che per i bilanci, siamo anche preoccupati per la ormai cronica mancanza di infermieri e oss e per il funzionamento dei servizi a fronte dei nuovi bisogni, tematiche che auspichiamo possano trovare spazio all’interno del Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna con l’attivazione di un tavolo specifico sul lavoro sociale». È a questo tavolo che Agci Solidarietà, Confcooperative Federsolidarietà e Legacoopsociali dell’Emilia-Romagna intendono avanzare le alcune proposte. Innanzitutto chiedono di avviare percorsi lavorativi rivolti alle persone che perderanno il lavoro in altri comparti e potrebbero trovare collocazione, se adeguatamente formate, all’interno dei servizi socio-sanitari. In secondo luogo propongono di realizzare progetti di co-housing rivolti a persone con disabilità e anziane. Chiedono, poi di superare le gare d’appalto negli asili nido con un sistema di accreditamento a tariffa fissa. Infine suggeriscono di sostenere le persone fragili e svantaggiate, rinnovando la legge 14 e favorendo l’inserimento lavorativo nelle cooperative di tipo B (l.r.14/2015 sulla fragilità e vulnerabilità).