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Confcooperative Modena

Coronavirus: in prima linea i 300 soci delle cooperative dei medici di famiglia

«In questo periodo noi medici di famiglia siamo fortemente impegnati a controllare la diffusione del nuovo virus per consentire la tenuta epidemiologica e psicologica di fronte a questa situazione, dovendo fare i conti con l’ansia e la necessità di informazioni sicure da parte della popolazione». Lo afferma Alberto Morellini, presidente di Meditem (Carpi), una delle cinque cooperative di medici di famiglia (tutte aderenti a Confcooperative Modena) nate in città e provincia da una quindicina d’anni. «Le nostre cooperative non gestiscono un’attività sanitaria specifica nell’affrontare l’epidemia da virus, – continua Morellini – ma come sempre, supportano i quasi 300 medici di famiglia soci delle cooperative nel mantenere la propria attività il più completa possibile, nei limiti attualmente imposti dalle ordinanze di salute pubblica, a cui i medici stessi sono soggetti». Le cooperative forniscono il personale, le attrezzature e, talora, gli ambienti necessari all’attività del team della medicina di famiglia che, grazie ai colleghi associati e alle proprie segretarie e infermiere, può efficacemente filtrare e indirizzare con sicurezza i pazienti anche nell’affrontare un’epidemia influenzale più pericolosa, come quella attuale. «Si impongono più rigide norme sanitarie, ma contemporaneamente non si interrompe l’attività del medico di famiglia. I cittadini dimostrano di comprendere e apprezzare questo nostro sforzo – aggiunge Morellini – L’unica criticità che ci sentiamo di denunciare è la grave difficoltà a rifornirsi di mascherine per i pazienti che dovessero presentarsi con sintomi respiratori. A tutt’oggi l’attività dei medici di medicina generale non è a rischio, ma potrebbe diventarlo se non si provvede tempestivamente a risolvere questo problema», conclude il presidente di Meditem a nome delle cinque cooperative modenesi dei medici di famiglia.