Scelta cooperativa, scelta di valori
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Confcooperative Modena

Giobbe, il campione che accetta la panchina

«Il gruppo diventa squadra quando si abbandonano gli individualismi e i singoli imparano a mollare per dare spazio agli altri. Nella pallavolo si diventa squadra quando il singolo accetta di stare in panchina affinché un altro giocatore possa crescere». Con queste parole Rodolfo “Giobbe” Giovenzana, fondatore e presidente onorario della cooperativa sociale sportiva Scuola di Pallavolo Anderlini, ha annunciato nei giorni scorsi il suo addio a tutti i collaboratori della cooperativa e dell’Anderlini Network. È l’estate del 1985 quando Giobbe, a cena in un’antica trattoria del centro di Modena con i vecchi amici e compagni di squadra della Panini Modena (con cui ha vinto lo scudetto nel 1970, 1972, 1974 e 1976) pensa per la prima volta a una scuola di pallavolo. Si presenta con un logo, disegnato nottetempo, che deve piacere ai bambini: semplice, ma allo stesso tempo gioioso. Da lì a pochi mesi nasce la “Prima Scuola di Pallavolo di Andrea Nannini e Rodolfo Giovenzana”, a numero chiuso (massimo 25 ragazzi). Nel 1997 si decide di fare qualcosa di più e diverso, raccogliendo la sfida che ciascuno è chiamato ad affrontare oggi sul piano della formazione umana delle nuove generazioni: impegnarsi a “educare alla vita buona” con lo sport e nello sport. Partono da lì tutti i progetti che fanno oggi della Scuola di Pallavolo Anderlini una società riconosciuta in Italia e all’estero, con circa 1.500 ragazzi e ragazze e 130 tra dirigenti e allenatori, dieci dei quali assunti a tempo indeterminato. Il passaggio del testimone Giovenzana lo aveva già compiuto nel 2015, con la rinuncia alla presidenza a favore di Marco Neviani. In questi anni Giobbe ha mantenuto solo la presidenza della Scuola di Pallavolo Serramazzoni e la conduzione di alcuni progetti strategici, tra cui l’Anderlini Network e Oltre La Rete. Oggi il fondatore compie un ulteriore passo, che condurrà alla cessione di tutte le cariche all’interno della società. «Il risultato si raggiunge con l’apporto di tutti e qualche volta l’apporto giusto è guardare gli altri mentre giocano e cercano di mettere a terra l’ultima palla – ha scritto Giovenzana – Ci saranno ancora tante “ultime palle” da mettere a terra, ma sono certo che chi sarà in campo giocherà con la stessa voglia di dare tutto e con lo stesso entusiasmo che ci ha da sempre contraddistinto. Sarò sempre il primo tifoso della Scuola di Pallavolo». Tutta la cooperativa esprime eterna gratitudine a Giobbe per aver sognato una sera d’estate di trent’anni fa e aver creduto che quel sogno potesse diventare realtà.