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Confcooperative Modena

‘L’Unione non spreca’: in un anno sostegno a 285 famiglie in difficoltà

Compie un anno l’iniziativa solidale “L’Unione non spreca”, nata per estensione agli altri Comuni dell’Unione Terre d’Argine del progetto “Carpi non spreca”, che recupera alimenti e prodotti di prima necessità che vanno a scadere, li integra con donazioni e acquisti, li mette a disposizione delle famiglie più bisognose tramite la sua rete di associazioni del volontariato.

Nel primo anno di attività “L’Unione non spreca” ha sostenuto 285 famiglie di Carpi, Novi, Soliera, Campogalliano (e Rolo), per un totale di circa mille persone.

Per fare il bilancio di questo primo anno di attività l’assessore ai servizi sociali del Comune di Carpi Tamara Calzolari ha riunito intorno a un tavolo tutte le realtà che hanno partecipato al progetto mettendo in campo i loro volontari e il loro tempo.

I numeri proposti dalle cooperative sociali Eortè di Soliera (che ha fatto da capofila) e Il Mantello di Carpi, insieme alle associazioni Porta Aperta di Carpi, Quinta Zona di Novi e il circolo Anspi di Campogalliano, parlano chiaro: con “solo” 121 mila euro messi a disposizione dall’Unione, si sono svolti interventi a sostegno di persone e famiglie al di sotto del limite di povertà che altrimenti sarebbero costati un milione di euro.

Questo grazie al lavoro di 86 volontari che hanno messo a disposizione migliaia di ore di lavoro e hanno raccolto e redistribuito tramite i loro canali (la consegna diretta, l’accesso ai mercati solidali Il Pane e le rose, Cibùm e Emporio Cinquepani) una “montagna solidale” composta da 880 quintali di prodotti alimentari, 6 quintali di prodotti per l’igiene e una serie di servizi complementari che hanno contribuito non poco a far giungere a fine mese le 285 famiglie assistite.

Il tutto anche grazie a una rete di donatori tra supermercati, produttori, agricoltori e artigiani.

«Ci siamo presi carico di queste persone e le abbiamo accompagnate in un percorso di servizi offerti e di supporto amministrativo che altrimenti difficilmente si sarebbe potuto realizzare», dichiara Valentina Pepe, direttrice di Eortè.

«Valori come il dono, il non spreco, la solidarietà e l’accoglienza – aggiunge l’assessore Calzolari – hanno sostenuto questa rete che si definisce, a buon ragione, “aperta e inclusiva” e che è riuscita a mettere a sistema diverse realtà presenti nei quatto comuni dell’Unione».

«È un lavoro di coordinamento che ha impegnato anche i nostri operatori, – sottolinea Ramona Vai (servizi sociali Unione Terre d’Argine) – i quali hanno aggiunto qualità rispetto all’insieme degli aiuti materiali distribuiti. Aiuti che non sono stati distribuiti “a pioggia”, ma in base a preventive valutazioni e nel massimo della trasparenza, privilegiando prodotti e servizi di prima necessità e cercando di non duplicare gli interventi alle stesse famiglie rispetto ad altri canali di sostegno alla povertà».