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Confcooperative Modena

Partita della Stella, così Modena aiuta il Caritas baby Hospital

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme, che vive unicamente di donazioni e non riceve alcun contributo pubblico, oggi conta due reparti pediatrici, uno per neonati e prematuri predisposto per cure intensive, un asilo infantile, un ambulatorio ecografico, una scuola per infermiere e una per le madri che usufruiscono anche di piccoli alloggi per poter stare accanto ai loro figli. Dallo scorso 8 ottobre c’è anche una sala giochi, un progetto che nasce nel 2011 e che ora si è concretizzato con l’inaugurazione della struttura. Musica, disegni e colori; un luogo dedicato ai piccoli ospiti dell’ospedale, dove poter trascorrere qualche ora diversa, dove poter essere ancora bambini. Una struttura realizzata interamente grazie alle offerte provenienti dall’Italia, e da Modena, che da anni raccoglie fondi a favore di questa causa. I nomi delle persone che hanno preso parte a questo progetto, voluto dall’associazione “Un ponte verso Betlemme” e Rock No War, sono incisi nella parete di ingresso alla Play Room. Tra questi quelli dei presenti all’inaugurazione dello scorso 8 ottobre, ovvero Stefano Prampolini, Valentina Lanzilli, Luigi Ottani, Gianni Ferraguti, Franco Gualtieri, Antonio Mascolo e don Franco Borsari. Tante infatti le iniziative organizzate in questi anni, che hanno permesso di raccogliere circa 70 mila euro, consegnati a suor Donatella Lessio, responsabile della formazione e colonna portante dell’ospedale, che da anni porta avanti quella che lei definisce “un’Intifada pacifica con il padre eterno”. Alcuni modenesi hanno conosciuto questa realtà in occasione della prima edizione della Maratona della Pace Betlemme – Gerusalemme: una gara non competitiva ma altamente simbolica nata per unire, attraverso lo sport, due città simbolo, oggi divise da un muro che continua ad essere costruito. «Un incontro significativo e toccante – spiegano i rappresentanti di “Un ponte verso Betlemme” – durante il quale abbiamo potuto toccare con mano l’importanza del lavoro portato avanti dalle suore benedettine di Padova che gestiscono l’ospedale e il loro quotidiano impegno per questi bambini». Da quell’incontro ogni anno la delegazione modenese porta all’ospedale i fondi ricavati da varie iniziative organizzate sul territorio. Nel 2008 e nel 2009 grazie al progetto “Seguendo la Stella” (un’asta di presepi artigianali), sono stati donati all’ospedale rispettivamente 4 mila e 7.200 euro. Nel 2010, poi, con una sottoscrizione interna a premi organizzata dalla società sportiva Maritain di Modena sono stati raccolti altri 2.500 euro. A queste iniziative sono seguite due aste di beneficenza. La prima, che si è svolta il 19 dicembre 2010 all’ex cinema Principe di Modena, ha potuto contare sulla presenza di trenta artisti modenesi che donando le loro opere hanno permesso di raccogliere 10.400 euro. L’evento è stato replicato l’anno seguente, il 27 novembre 2011 al Caffè Concerto, dove sono stati raccolti 17.500 euro. Questi soldi sono stati utilizzati per l’acquisto di un apparecchio radiologico portatile. A questa somma vanno aggiunti i proventi della vendita del libro fotografico “Nato a Betlemme” di Valentina Lanzilli e Luigi Ottani, che racconta le storie di chi ogni giorno vive sulle propria pelle le conseguenze del conflitto israeliano-palestinese. Un assegno da 19 mila euro è stato consegnato a suor Donatella Lessio da monsignor Antonio Lanfranchi, Arcivescovo Abate di Modena e Nonantola, lo scorso anno. Ultimo evento organizzato in ordine di tempo è stata la Partita della Stella al PalaPanini, che il 30 dicembre 2013 ha visto sfidarsi in un quadrangolare di calcetto vecchie e nuove glorie del calcio, giornalisti e cantanti permettendo di raccogliere altri 17 mila euro.