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Confcooperative Modena

Studio, sport e lavoro per dare un futuro ai minori stranieri

Di loro si è occupato il progetto “Studio, sport e lavoro per l’integrazione” promosso dal Comune di Modena e finanziato dal Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Unione europea) nell’ambito della programmazione 2014-2020. Sono i 239 minori stranieri non accompagnati che hanno beneficiato dei percorsi di inclusione sociale attivati dal progetto promosso dal Comune di Modena insieme a diversi partner del territorio – tra cui Caleidos cooperativa sociale onlus e Consorzio Gruppo Ceis – che si occupano di attività educative, formative e sportive. «Una sinergia che, coordinata dall’area integrazione dei servizi sociali – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali, accoglienza e integrazione del Comune di Modena Roberta Pinelli – ha consentito di offrire ai minori beneficiari del progetto un percorso educativo-formativo completo e di attivare energie, collaborazioni ed esperienze preziose che non vogliamo disperdere, ma che anzi costituiscono un punto di partenza per azioni future». I minori stranieri non accompagnati (Msna) sono ragazzi giunti sul territorio comunale senza figure di riferimento adulte e quindi affidati dal tribunale dei minori alla tutela del Comune che deve provvedere all’accoglienza e ai loro bisogni. In due anni il progetto “Studio, sport e lavoro per l’integrazione” ha offerto loro percorsi educativi, attività sportive e orientamento al lavoro che ne consentissero la reale integrazione nel tessuto sociale del territorio. I giovani coinvolti provengono principalmente da Albania (86), Pakistan (66), Tunisia (36) e Marocco (35) e, in misura minore, da Bangladesh, Guinea, Somalia, Nigeria, Gambia, Egitto, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Iraq e Moldavia. In 211 hanno frequentato corsi di lingua italiana e 166 hanno concluso positivamente un percorso formativo; 62 hanno frequentato anche attività socializzanti e 104 sono stati iscritti a società sportive che hanno consentito loro di fare sport insieme a ragazzi italiani. Infine 28, che avevano maggiormente bisogno di essere educati al rispetto delle regole, hanno partecipato ai laboratori di sostegno all’obbligo scolastico e formativo. All’arrivo nella comunità di accoglienza, le strutture in cui vengono solitamente alloggiati i Msna, i giovani sono stati subito iscritti ai corsi di apprendimento della lingua italiana tenuti presso Spac (Scuola per adulti Caleidos). Suddivisi nelle classi in base al livello di conoscenza dell’italiano, hanno affrontato lezioni partecipate finalizzate a un apprendimento per via esperienziale, utilizzando argomenti e situazioni della vita di tutti i giorni. Una volta raggiunta l’autonomia linguistica, sono stati pronti per frequentare i corsi di orientamento al lavoro e apprendimento dei mestieri organizzati da Edseg-Città dei Ragazzi e dal Consorzio Gruppo Ceis. Hanno quindi potuto scegliere la proposta verso la quale si sentivano più portati, con docenti che li hanno aiutati ad acquisire competenze utili per un futuro accesso al mondo del lavoro. Durante tutta la durata del progetto, sono stati organizzati da Edseg-Città dei Ragazzi corsi di quattro-sei mesi di saldo-carpenteria e operatore di macchine utensili, mentre il Consorzio Gruppo Ceis ha tenuto percorsi di due-tre mesi di panificazione, ristorazione, pizzeria, barberia e giardinaggio. Ai minori che hanno completato con successo i percorsi formativi in aula e in laboratorio è stata data l’opportunità di frequentare uno stage in azienda della durata di circa un mese, per mettere alla prova le competenze apprese e farsi conoscere presso le imprese del territorio modenese. Sono una trentina le imprese coinvolte che in diversi casi hanno già espresso la volontà di far svolgere tirocini o anche di assumere i ragazzi non appena avranno compiuto il diciottesimo anno di età. Inoltre, ai minori sono state offerte anche esperienze di socializzazione e integrazione attraverso lo sport. Oltre un centinaio interessati a praticare un’attività sportiva sono stati iscritti dal Centro sportivo italiano a società convenzionate e hanno potuto entrare a far parte di un gruppo o di una squadra. L’aiuto iniziale di un tutor volontario e lo spirito di collaborazione che lo sport veicola hanno consentito ai minori di entrare in contatto con il mondo che li circonda e acquisire le regole delle discipline in cui si sono cimentati. I partner hanno lavorato in staff tra loro, oltre che con i servizi sociali e le comunità di accoglienza, curando in modo complementare ogni aspetto e preparando i ragazzi al passo successivo.