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Confcooperative Modena

Covid e ripartenza, lettera di Gardini alle cooperative

Il presidente di Confcooperative nazionale ha scritto a tutti i presidenti delle oltre 18.500 cooperative associate all’Organizzazione. Ecco il testo integrale.

Al fianco delle cooperative, sia nelle settimane più difficili del lockdwon che nella fase 2 dove si è chiamati a organizzare la ripresa di tutte le attività nel rispetto delle norme di sicurezza. Ricordando come il tema dell’assemblea congressuale – “Costruttori di bene comune– dimostri oggi “tutta la sua attualità e la sua forza e ci richiami ancora di più ad un senso di responsabilità collettiva che solo insieme e coesi riusciremo ad interpretare nel modo più idoneo”.

Sono alcuni dei contenuti presenti nella lettera che il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini ha voluto indirizzare a tutti i presidenti delle cooperative associate all’Organizzazione. Di seguito il testo integrale.

Carissimo Presidente,

mentre usciamo da un periodo che passerà alla storia come la più grande emergenza epidemiologica dal dopoguerra, che ha fatto emergere paure, difficoltà economiche e crisi sociali, affiorano anche i cambiamenti che sono avvenuti e che lasceranno il segno nelle nostre vite post-emergenza.

Abbiamo affrontato il nemico invisibile e i suoi effetti su economia, salute, lavoro, società, con la consapevolezza di avere un ruolo nel Paese che nessuno può mettere in discussione.

Voglio nuovamente ringraziare tutti coloro che, con dedizione e mettendo a rischio la propria salute, hanno continuato a operare nelle comunità, quei soci e lavoratori delle cooperative che hanno garantito cibo, servizi, cure e solidarietà. So che non è stato semplice e l’ho vissuto personalmente nella mia azienda agricola e nella cooperativa che mi onoro di guidare.

E voglio ringraziare anche coloro che sono stati costretti a fermarsi dando un contributo altrettanto importante, rispondendo con responsabilità all’appello delle autorità del Paese. Ringrazio anche le nostre Unioni territoriali, in particolare quelle dei territori più colpiti dall’emergenza e tutti gli uffici confederali per aver mantenuto vivo l’impegno a informare e tutelare le nostre imprese. Tutti i giorni la nostra organizzazione è stata aperta a tutti i livelli per mantenere sempre attivo il contatto con ciascuna delle nostre imprese associate e sostenere le loro esigenze.

Pur senza dimenticare le sofferenze e il dolore di tanti, questa vicenda ci offre la possibilità di imparare tante lezioni, di guardare al mondo e alle sue interconnessioni in modo più consapevole, di considerare vicino anche chi è lontano.

Noi abbiamo ascoltato i territori, le comunità e lo continuiamo a fare ogni giorno con la determinazione di creare spazi di comunicazione per costruire insieme risposte adeguate ai nuovi scenari. Lo abbiamo fatto in tanti modi e ne abbiamo avuto riscontro in questi mesi in cui le cooperative ci hanno chiamato, numerose, per ringraziarci della prossimità dimostrata, del sostegno alle loro richieste, delle tante azioni messe in campo con tempestività per assisterle in un momento imprevisto e imprevedibile nei suoi effetti.

Per cominciare abbiamo sospeso, per i primi mesi, l’erogazione dei contributi associativi, anima del nostro Bilancio e sostegno della nostra indipendenza e anche Fondosviluppo ha congelato tutte le rate dei mutui attivi. Scelte non facili ma alle quali faremo fronte con spirito di sacrificio e proseguendo la nostra politica di rigore nei conti.

Al Paese abbiamo fatto sentire la voce dell’economia civile che rappresentiamo avviando in tempi record un GR Radio che tutti i giorni, da oltre due mesi, manda in onda le storie di quotidiana resistenza, solidarietà e lungimiranza di cooperatrici e cooperatori. Da loro, direttamente, ci è giunta l’eco dei territori in sofferenza ma anche le tante iniziative per aiutare sé stessi e gli altri.

I nostri uffici nazionali hanno, fin dal primo giorno di dichiarata emergenza, lavorato senza sosta per interpretare e comunicare la miriade di provvedimenti emanati dal Governo e, quando necessario, abbiamo contrastato norme per tutelare le nostre imprese e suggerito altre per favorirle. Un impegno che ci ha tenuti svegli anche di notte, penso alle decine di ore di trattative con il Ministero e le parti sociali, il 14 marzo e 24 aprile- ma anche in molti altri incontri con il Presidente del Consiglio e con diversi Ministri – per chiudere accordi senza i quali non avremmo avuto copertura sia verso il sindacato sia verso le istituzioni e avremmo subito i controlli derivanti con un appesantimento (ex art. 42) delle responsabilità in capo alle imprese dell’infortunio da contagio Covid sul lavoro. Provvedimento sul quale, anche dopo l’interpretazione migliorativa da parte dell’INAIL, stiamo ancora lavorando per correggere in modo definitivo la norma.

Abbiamo interloquito senza sosta con diversi ministeri e tanti altri attori, da ABI alle parti sociali, nel tentativo di non lasciare indietro nemmeno la più piccola cooperativa.

Abbiamo lavorato intensamente come Alleanza delle Cooperative Italiane e ogni settimana il Consiglio di Presidenza nazionale si è riunito e confrontato, in modo coeso e sinergico, su tutte le azioni e le scelte da compiere.

Nel DL Cura Italia abbiamo ottenuto l’anticipazione diretta dell’INPS ai lavoratori su FIS e CIGO, senza gravare sulla liquidità delle imprese e abbiamo difeso e migliorato l’art.48 che riguarda i servizi sociali e l’estensione dei benefici anche ai servizi di assistenza domiciliare.

Dal DL LIQUIDITA’ portiamo a casa l’estensione degli importi dei finanziamenti per le imprese labour intensive, garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia e dalla Sace oltre all’accoglimento di un nostro emendamento, finalizzato a portare a patrimonio dei consorzi fidi i fondi rischi pubblici di vecchi programmi settoriali oramai esauriti: per Cooperfidi, potrebbe significare quasi il raddoppio del proprio patrimonio e, quindi, l’aumento della capacità di aiuto alle cooperative nell’accesso al credito.

Mentre sul DL RILANCIO, che sta iniziando l’iter parlamentare, abbiamo proposte per la promozione del lavoro agricolo e di un fondo emergenziale a tutela delle filiere agroalimentari in crisi, un fondo di liquidità per il pagamento dei debiti scaduti delle PA, l’applicazione anche alle cooperative (originariamente escluse) delle misure di rafforzamento patrimoniale delle PMI e delle misure di sostegno alle grandi imprese. E stiamo ancora facendo pressione per ottenere più adeguate misure di sostegno a settori particolarmente colpiti quali, ad esempio, quello dello spettacolo, turistico, culturale e educativo, del trasporto scolastico e turistico, della ristorazione, dell’abitazione.

Sarebbe lunghissimo l’elenco delle proposte fatte e di quelle accolte: molte attengono al contrasto di norme che rischiavano di far rientrare il dumping contrattuale e salariale dalla finestra aperta dal Covid19, oppure al sostegno a fiscalità e lavoro e poi proroghe, differimenti, estensione delle sospensioni tributarie a settori esclusi, come la logistica e in particolare a tutte le imprese in calo significativo di fatturato. Abbiamo chiesto ed ottenuto alcune proroghe di autorizzazioni e comunicazioni in materia ambientale ed energetica e lo slittamento del pagamento di alcuni oneri, nonché disposizioni derogatorie in materia di deposito e stoccaggio di rifiuti.

E tutto questo è stato comunicato, con circolari pressoché quotidiane che gli uffici e le Federazioni, tramite le Unioni territoriali, hanno fatto arrivare alle nostre imprese che hanno mostrato grande apprezzamento per l’assistenza fornita nell’orientarsi in un labirinto legislativo e giuslavoristico molto complesso.

Anche le società di sistema hanno fatto la loro parte. Fondosviluppo ha posticipato tutti i bandi aperti e Assimoco ha elaborato prodotti assicurativi in ambito sociosanitario e non solo, specifici per l’emergenza in corso, mettendoli a disposizione di tutte le imprese cooperative.

ICN ha offerto, alle imprese e ai CSA, una gamma di seminari on line su materie fiscali, giuslavoristiche e legislative e, insieme a Confcooperative, ha anche programmato dei webinar di confronto sull’emergenza e le sue implicazioni – sociali, economiche, psicologiche.

Da metà marzo, Confcooperative ha risposto prontamente agli appelli del Governo che chiedeva (e chiede) di agire con responsabilità nei confronti del Paese e della popolazione più vulnerabile, in termini di salute: sono state abilitate postazioni di lavoro agile per tutti i collaboratori, che hanno potuto lavorare ogni giorno da remoto senza che le cooperative se ne rendessero conto, perché di fronte all’emergenza e alla necessità di sostenere la grande categoria di imprese e di lavoratori che la cooperazione rappresenta, nessuno di noi ha esitato nel farsene carico.

 Per il rientro negli uffici nazionali e territoriali, ma soprattutto per dare una risposta alle preoccupazioni di molte imprese in diversi settori, abbiamo predisposto un Piano strategico per la riapertura, coordinato da una Cabina di regia assistita da un Comitato scientifico di alte professionalità, in ambito medico e sociosanitario. Hanno aderito in una sola settimana al piano 40 strutture, tra associazione e imprese, per quasi 5.000 lavoratori e in questi giorni stiamo riaprendo in sicurezza per dipendenti, famiglie e comunità attraverso test sierologici anonimi all’ingresso, misurazione della temperatura, fornitura di DPI e raccolta dati nell’App di Confcooperative realizzata da NODE, che ci permetterà anche di valorizzare la rete di cooperative che potranno offrire servizi di prossimità. Con i dati raccolti, speriamo di dare un contributo anche alla comunità scientifica che potrà utilizzare il campione che metteremo a disposizione per gli studi in corso sull’andamento dei contagi e delle immunità nel Paese.

Sono stati due mesi di lavoro intenso, accompagnato tutti i giorni dalla preoccupazione per la tenuta del sistema Italia e quindi di tutti noi. La cooperazione può dire con orgoglio che quando le comunità hanno avuto bisogno, noi c’eravamo.

Non sarà facile lasciare alle spalle tutto questo ma l’economia civile che degnamente rappresentiamo è la risposta giusta, a noi il compito di proseguire sulla strada della serietà, della visione strategica e del buon esempio.

Confcooperative nazionale starà sempre al fianco delle imprese e dei propri territori e per favorire una rapida ripresa abbiamo messo in atto un progetto di affiancamento alle Confcooperative territoriali per contattare ed assistere tutte le imprese aderenti sul tema della liquidità. Fondosviluppo, insieme ad ICN, sta monitorando, contattando ed accompagnando, attraverso una rete di operatori finanziari attivi in tutto il Paese, le nostre cooperative per un migliore e più celere accesso al credito, utilizzando gli strumenti messi in atto dai provvedimenti governativi.

A settembre chiuderemo anche la stagione assembleare, sospesa dopo aver svolto circa la metà delle assemblee previste. Sarà un’assemblea diversa dal solito che celebreremo con le modalità che ci saranno rese possibili. Rimanderemo, a quando si potrà, un’assemblea annuale più partecipata che sarà l’occasione per rincontrarci e vivere l’essere comunità e movimento prima ancora che associazione di imprese.

Per concludere voglio richiamare il tema della nostra assemblea “Costruttori di bene comune” che dimostra oggi tutta la sua attualità e la sua forza e ci richiama ancora di più ad un senso di responsabilità collettiva che solo insieme e coesi riusciremo ad interpretare nel modo più idoneo.

Cordialmente.

Maurizio Gardini