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Confcooperative Modena

Modenamoremio: una mostra sui 70 anni del fashion made in Italy

 

Plissé, ricami, nervature millimetriche, tessuti dipinti a mano e molte altre tecniche sartoriali sono protagoniste da oggi – giovedì 1° – al 25 luglio di una mostra che a Modena celebra i 70 anni della moda made in Italy. Era il 12 febbraio 1951 quando venne organizzata a Firenze da Giovanni Battista Giorgini una sfilata che cambiò per sempre le sorti della moda italiana lanciando nel mondo quello che sarebbe poi diventato il “made in Italy”. Sono passati 70 anni da quel giorno, l’Italia ha vestito il mondo intero, dalle dive di Hollywood ai grandi personaggi, creando una rivoluzione di stile globale che ha cambiato per sempre la storia del nostro Paese. In occasione della terza edizione del Motor Valley Fest, la manifestazione modenese (1-4 luglio) dedicata ad auto e moto, la cooperativa Modenamoremio (società di promozione del centro storico di Modena) organizza la mostra “Accadde oggi: happy birthday made in Italy!”. L’esposizione, voluta dal direttore di Modenamoremio Maria Carafoli, nasce da un’idea di Stefano Dominella (presidente onorario maison Gattinoni e della sezione moda Unindustria) ed è ospitata presso la chiesa di San Carlo (via San Carlo 7) a Modena con un progetto espositivo a cura dell’architetto Fausto Ferri. È visitabile tutti i giorni (lunedì escluso) dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Sono in mostra creazioni iconiche, simboli del saper fare tipicamente italiano. Si tratta di abiti e materiali mai visti prima, esposti in un percorso creativo-artigianale capace di sorprendere sia gli addetti ai lavori che il grande pubblico. Tra le 60 creazioni presenti, provenienti da archivi storici tra i quali Modateca Deanna, segnaliamo: l’omaggio al Motor Valley Fest creato da Guillermo Mariotto che simboleggia un’unione tra il mondo dei motori e la couture-sperimentale; la giacca di Giorgio Armani; il total white di Walter Albini; i paltò dall’allure orientale di Max Mara mai esposti prima d’ora; l’ironica creazione di Franco Moschino dedicata al latte, dall’ampia gonna sulla quale troneggia una mucca black and white; l’abito in jersey firmato Emilio Pucci con la stampa che lo rese famoso in tutto il mondo; dall’archivio storico di Gattinoni ecco Lana Turner e Kim Novak vestite di georgette e raso duchesse; l’abito dalla lunga coda con l’iconica stampa paisley di Etro; il soprabito in maglia metallica di Gianni Versace; il rosso di Valentino Garavani; il virtuosismo sartoriale di Gianfranco Ferrè; il coloratissimo mondo di Missoni; le paillettes di Enrico Coveri; i pigiama palazzo di Irene Galitzine. In esposizione: Giorgio Armani (courtesy Mariotto srl), Walter Albini (courtesy Paola Fidanza), Antonio Marras, Gattinoni, Guillermo Mariotto, Emilio Pucci (courtesy Modateca Deanna), Missoni (courtesy Modateca Deanna), Franco Moschino (courtesy Paola Fidanza), Rocco Barocco (courtesy Mariotto srl), Roberto Capucci (courtesy Mariotto srl), Valentino Garavani (courtesy Cesare Tadolini), Etro (courtesy Mariotto srl), Max Mara, SportMax, Gianfranco Ferrè (courtesy Fondazione Ferrè), Sorelle Fontana (courtesy Mariotto srl), Antonelli, Jole Veneziani, Simonetta Visconti, Germana Marucelli, Carosa, Albertina, Irene Galitzine, Enrico Coveri, Tita Rossi, Gianni Versace (courtesy Gigi Vezzola), Blumarine, Roberto Cavalli (courtesy Gigi Vezzola), Krizia, Mariella Burani, Prada (courtesy Paola Fidanza), Pino Lancetti (courtesy Paola Fidanza), Alberta Ferretti (courtesy Gigi Vezzola), Fendi (courtesy Modateca Deanna). Per una singolare coincidenza ricorre proprio quest’anno anche il 70 esimo anniversario della maison emiliana Max Mara, fondata nel 1951 da Achille Maramotti, precursore del prêt-à-porter, capace di trasformare la Confezioni Maramotti in un brand punto di riferimento mondiale. Per esaltare ulteriormente il connubio tra moda e motori, nella chiesa di San Carlo è esposta anche una delle automobili di Luciano Pavarotti: la Fiat 600 Multipla utilizzata dal celebre tenore modenese nel videoclip di lancio di “Ti adoro”, un brano pop uscito nell’ottobre 2003. La 600 compare all’inizio del video, mentre Pavarotti si avvicina in auto a un casolare dismesso dove, una volta entrato, si accende una festa scatenata sulle note della canzone. Due mesi più tardi il produttore dell’album, cogliendo gli apprezzamenti che il tenore aveva espresso durante le riprese del video, decise di regalare la 600 al maestro e a Nicoletta Mantovani in occasione del loro matrimonio. La mostra “Accadde oggi: happy birthday made in Italy!” comprende anche due eventi collaterali, entrambi al teatro San Carlo (via San Carlo 5, Modena). Il primo è in programma domani – venerdì 2 luglio – alle 18 e si intitola “Made in Italy: tra heritage e futuro”. È un convegno al quale intervengono Stefano Dominella (presidente onorario Maison Gattinoni e della sezione Moda Unindustria), Laura Lusuardi (fashion coordinator Max Mara), Anna Molinari (stilista e imprenditrice), Sonia Veroni (fashion curator, consulente creativa, ceo Modateca Deanna) e un rappresentante Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane); modera Antonio Mancinelli, senior editor Marie Claire, firma del Corriere della Sera e Vogue. Il secondo evento si svolge dopodomani – sabato 3 luglio – alle ore 10 e 11:30. Sono gli orari di proiezione di “La piccola Indianapolis”, un documentario sul circuito di Modena che oggi è il parco Ferrari (ribattezzato Modena Park da Vasco Rossi). Immaginate di avere un circuito di moto Gp o di Formula 1 a Modena e che sia sufficiente arrampicarsi o scavalcare un muro per incontrare in carne e ossa i piloti e i vostri campioni. “La piccola Indianapolis. Storie di uomini e di moto” narra la storia dell’aerautodromo di Modena, che tra gli anni 50 e 70 fu la “piazza” di prova, gara, socializzazione e mostra degli sviluppi tecnici di auto e moto. Un luogo che non esiste più, ma del quale tanti si ricordano per averci gareggiato o per aver visto sfrecciare grandi campioni come Fangio, Ascari, Castellotti, Agostini, Villa, Pasolini, Saarinen, per fare solo alcuni nomi. L’aerautodromo di Modena non è stato semplicemente un circuito di gare automobilistiche e motociclistiche, ma fulcro di quell’economia fatta di piccoli artigiani divenuti poi colossi industriali del nostro territorio che oggi chiamiamo Motor Valley. È stato anche l’emblema di tanti cittadini che nel dopoguerra hanno avuto il circuito come punto di ritrovo, dove iniziative, eventi, competizioni erano valvola di sfogo e stimolo per una città pronta a rinascere. Negli occhi di tanti ragazzini è nata lì la passione, la voglia di competere, costruire e innovare. Con “La piccola Indianapolis” si racconta una storia, durata un quarto di secolo e incentrata sul mondo delle corse a due ruote, perché era proprio a Modena che ogni anno, dal 1961 al 1975, il 19 marzo iniziava la stagione motociclistica internazionale.
Entrambi gli eventi sono a capienza limitata con prenotazione obbligatoria.
Info: Modenamoremio 059 8751179; 340 2884443; info@modenamoremio.it